Cuenca e il Parco Nazionale El Cajas
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Cuenca e il Parco Nazionale El Cajas

Patrimonio Mondiale dal 1999, a quaranta minuti da un páramo con oltre 235 lagune

Cuenca, fondata il 12 aprile 1557 e attraversata da quattro fiumi, conserva a 2.560 metri un centro storico di tracciato rinascimentale, Patrimonio Mondiale dal 1999. A quaranta minuti verso ovest, El Cajas solleva il páramo fino a 4.450 metri e raccoglie oltre duecentotrentacinque lagune. Da esse beve la città intera.

Cosa vedrai

Il centro storico

Le cupole azzurre della Cattedrale, le rovine di Pumapungo e le case sospese sulla forra del Tomebamba.

Il cappello di paglia toquilla

La sua tessitura è nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dal 2012; le botteghe restano aperte in città.

Le lagune del Cajas

Oltre duecentotrentacinque, tra 3.100 e 4.450 metri, e quattro chilometri restaurati di Camino del Inca.

Fauna e flora

El Cajas riunisce 157 specie di uccelli e 44 di mammiferi: condor andino, colibrì gigante, orso dagli occhiali, tapiro andino e l’endemico topo d’acqua del Cajas. Sopra i 3.300 metri crescono boschi nani di Polylepis, l’albero di carta. Parco Nazionale dal 1996, zona umida Ramsar dal 2002 e area centrale della Riserva della Biosfera Macizo del Cajas dal 2013, su 28.544 ettari.

From our own visits

Consigliamo i baños de cajón, una tradizione medicinale andina molto di Cuenca: un bagno di vapore individuale in una cassa di legno da cui esce solo la testa. Si trovano nella parrocchia Baños de Cuenca, la zona termale della città, dove ci sono Piedra de Agua, Novaqua e l’Hostería Durán; conviene confermare in fase di prenotazione chi offre il cajón e con quali orari. El Cajas, con le sue lagune e i boschi di Polylepis, è tra i paesaggi più fotogenici del paese, e la luce cambia in pochi minuti: chi porta la macchina fotografica deve arrivare preparato.

Cosa devi sapere

Dai 2.560 metri di Cuenca a oltre 4.000 nel Cajas ci sono appena quaranta minuti di strada: acclimatatevi uno o due giorni in città prima di camminare. Il tempo cambia in pochi minuti, con nebbia e rischio reale di ipotermia, e non conviene lasciare i sentieri segnalati. La registrazione alle casette di controllo è obbligatoria all’ingresso.

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